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AUMENTANO TUMORI E MALFORMAZIONI A GELA

Illustrato un rapporto choc sulla situazione ambientale di Gela: inquinati l'aria, l'acqua e il cibo: aumentano tumori e malformazioni. La Procura dispone indagine sull'assorbimento di metalli e composti organici clorurati nel sangue.

I dati sono allarmanti. Nel corso di un convegno organizzato dall'Osservatorio Salute e Ambiente e dal comune di Gela, con la presenza di genetisti, consulenti della Procura, esperti dell'Istituto superiore di Sanità e del ministero dell'Ambiente sono stati presentati i vari studi fin qui condotti in quella che è un'area a grande rischio ambientale a causa dell'inquinamento industriale. Sotto la lente di ingrandimento sono finite le malformazioni di bambini ed i dati sui tumori.

Nel primo caso gli esperti hanno accertato l'incidenza della contaminazione della catena alimentare. Dall'indagine riguardante le famiglie dei bambini malformati è emerso che moltissime donne avevano identiche abitudini alimentari, cioè facevano uso di pesce, frutta e verdura locali, spesso venduti in forma ambulante. Tra le donne che hanno partorito figli malformati (688 casi in 7 anni) è stato infatti notato un uso di alimenti prodotti in loco. E l'esame su crostacei pescati a Gela ha confermato la presenza di sostanze inquinanti.

Inoltre uno studio sull'incidenza dei tumori tra i lavoratori del Petrolchimico, realizzato dall'Istituto superiore di Sanità, ha fatto emergere che il rischio di contrarre malattie dell'apparato respiratorio per un dipendente residente a Gela è del 60% più alto rispetto a chi non risiede in città e fa il pendolare.

«I dati che abbiamo sulla contaminazione della falda sono allarmanti - ha detto la dott. Irma Paris, del ministero dell'Ambiente -. Vi sono sostanze, nella falda, come l'arsenico, il mercurio, il benzene che presentano concentrazioni allarmanti: il cloruro di vinile dovrebbe essere 0,5 mg. per litro ed invece è 800 mg.; il cloretano arriva a 3 milioni di mg., anziché 3 mg. Le società dell'Eni, per bonificare la falda stanno creando una barriera e l'impianto Taf, ma per il ministero ciò non è sufficiente, alla luce della grave situazione del suolo, ed è stato chiesto di integrare tale progetto».

Dunque, in alcuni casi la contaminazione del suolo da inquinanti supera di un milione di volte i limiti di legge.

Dati allarmanti anche per i tumori ai polmoni. Il dott. Roberto Pasetto, dell'Istituto superiore di Sanità, ha illustrato una ricerca sui lavoratori delle aziende dell'Eni dal 1960 al 2002 ed è emerso, appunto, che il rischio di contrarre malattie dell'apparato respiratorio per i dipendenti residenti a Gela è del 60% in più rispetto a chi fa il pendolare. Per provare il nesso tra malformazioni, tumori e inquinamento industriale, i consulenti della Procura di Gela hanno annunciato che saranno effettuati esami sul sangue di gelesi presi a campione tra gruppi eterogenei per accertare l'assorbimento di metalli e composti organici clorurati nel sangue. Un nuovo capitolo nella maxi – inchiesta sull'inquinamento condotta dalla procura gelese.

«È apprezzabile che la magistratura ordinaria e le autorità sanitarie abbiano deciso di riaprire le indagini sulle malattie neoplastiche e le malformazioni neonatali di cui Gela vanta il triste primato, a causa del devastante sfruttamento dell'ambiente operato dal petrolchimico dell'Eni-Agip, che si ostina a utilizzare il velenoso pet coke perpetrando il vergognoso ricatto occupazionale che da tempo denunciamo», ha commentato il leader del Movimento per l'autonomia, l'eurodeputato Raffaele Lombardo. «Speriamo che finalmente l'Eni voglia ragionare avviando un serio ripensamento della sua presenza nel territorio gelese».

FONTE: Lillo Leonardi (Gazzetta del Sud)

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