UNIONE SICILIANA

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"La Sicilia non e' povera ma ricchissima di proposte culturali, commerciali e di risorse umane. La Sicilia non e' arretrata ma modernissima e, semmai, rispettosa del passato e delle tradizioni. La Sicilia non e' mafiosa ma amorevole e colta. I siciliani sono portatori di una grande cultura che trascende lo spazio ed il tempo, di una grande tradizione che permea di grandiosita' ogni gesto, dal piu' modesto, come la seminagione di un contadino o la pesca del pescespada, al piu' solenne, come una rappresentazione teatrale in un anfiteatro greco od un'esecuzione dell'Orchestra Sinfonica Siciliana al Teatro Bellini di Catania o una messa cantata nel Duomo di Monreale il giorno di Pasqua. La Sicilia e' questa e bisogna gridarlo forte tutti assieme." - EMANULE VISCUSO (Presidente del Sicilian Film Festival)
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ASSOCIAZIONE NAZIONALE FAMILIARI DELLE VITTIME DELLA MAFIA

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO. Come associazione nazionale dei familiari delle vittime della mafia esprimiamo profondo imbarazzo per le notizie riportate in alcuni articoli de L'Espresso a firma di Peter Gomez e Riccardo Bocca. Noi familiari svolgiamo quotidianamente una difficile attività antimafia e pertanto sappiamo quanto la trasparenza e la chiarezza siano necessarie per portare avanti questa battaglia. Ottenere verità, come molti di noi hanno imparato a capire sulla propria pelle, è un percorso difficile e pieno di ostacoli. Troppe persone, anche le più insospettabili, hanno interesse a celare i fatti rendendo ancora più impervio il compito di chi s'impegna a far luce sulle morti dei nostri cari. Chiediamo dunque alle autorità competenti che venga fatta chiarezza sulle posizioni di molti ed incoraggiamo la redazione de L'Espresso ad andare avanti nella mirabile attività di ricerca effettuata in queste ultime settimane. Il lavoro svolto da Riccardo Bocca nell'articolo "antimafia double face", per noi familiari e per tutti coloro che combattono ogni giorno affinché verità e giustizia prevalgano, è di importanza fondamentale. Siamo convinti che nessun ulteriore tentativo di ostacolo possa fermare il lavoro portato avanti da questi due giornalisti e dalla redazione de L'Espresso.

 

ELEZIONI REGIONALI. NUOVE MINACCE AL MOVIMENTO DI SONIA ALFANO

PALERMO - 27 Marzo 2008 - La candidata alla Presidenza della Regione Sicilia, Sonia Alfano, appoggiata dagli Amici di Beppe Grillo ha denunciato questa mattina alcune gravi aggressioni subite in questi giorni dai ragazzi del proprio staff. "Alcuni collaboratori – ha affermato Sonia Alfano – di altri candidati hanno aggredito verbalmente e minacciato i miei ragazzi mentre attaccavano i manifesti negli spazi a noi assegnati dai comuni. L'ultimo episodio, per il quale è già stato presentato un esposto, è accaduto a Messina. Invito tutti quei candidati di destra e di sinistra, che hanno deciso di affidarsi a personaggi poco raccomandabili per ottenere maggiore visibilità, ha detto la Alfano, anche affiggendo abusivamente manifesti in spazi assegnati a noi, a riflettere ed a rivedere la propria "tattica politica". Noi non avremo paura di denunciare ogni singola minaccia ed ogni violazione dei nostri diritti".
 

GELA A 64 ANNI DALLO SBARCO IN SICILIA

L'acqua potabile serve per la raffineria del petrolio siciliano, con il nostro petrolio pieno di zolfo, mescolato alla nostra acqua potabile, ci fanno la nostra benzina e poi ce la vendono si prendono i nostri soldi,  si prendono le quote incluse nel prezzo della benzina che spettano alla Sicilia, con gli scarti della raffinazione producono energia termoelettrica, ci vendono la nostra energia elettrica e poi ci lasciano al buio.

La raffineria produce acqua dissalata e la rivendono ai siciliani, il gestore manda l'acqua non potabile  nelle case, i siciliani comprano l'acqua minerale ............ E poi dicono che i siciliani non ci facciamo prendere per i fondelli!!

www.siciliapaisi.org  

TUMORI E MALFORMAZIONI A GELA

I dati sono allarmanti. Nel corso di un convegno organizzato dall'Osservatorio Salute e Ambiente e dal comune di Gela, con la presenza di genetisti, consulenti della Procura, esperti dell'Istituto superiore di Sanità e del ministero dell'Ambiente sono stati presentati i vari studi fin qui condotti in quella che è un'area a grande rischio ambientale a causa dell'inquinamento industriale. Sotto la lente di ingrandimento sono finite le malformazioni di bambini ed i dati sui tumori. Continua >>>

 

CERCHIAMO DENISE PIPITONE

1 MILIONE DI MAIL...PER LA DIFESA DEI DIRITTI MINIMI E GIUSTI DELLA SICILIA...
"non negoziabili..." e non mortificabili!...

PRIMA CHE CI TOLGANO CIO' CHE CI APPARTIENE: LA DIGNITA'!!!... Resistiamo con forza e determinazione, come non mai, ai tentativi di coloro che vogliono togliere, con un colpo di penna, i DIRITTI MINIMI E GIUSTI DELLA SICILIA... "non negoziabili..." e non mortificabili!...
Diciamo NO al "disegno criminoso" concertato da pochi burocrati con stipendi d'oro e il cuore razzista.

L'invito, è rivolto a tutti i siciliani, ovunque residenti nel mondo, perchè vengano inviate UN MILIONE DI E-MAIL a tre indirizzi: a TRENITALIA, al Ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi e al Governatore della Sicilia Totò Cuffaro.
Questo, dicevamo, per iniziare; il resto si concerterà strada facendo con un piano condiviso fra i soggetti attivi e liberi della Sicilia che nelle piccole e grandi città vogliono: "Resistere, resistere, resistere...".

Petizione contro RFI Trenitalia

L'Altra Sicilia (
www.laltrasicilia.org) invita a firmare ed a diffondere questa petizione contro la soppressione dei treni e lo smantellamento della ferrovia in Sicilia ed in particolare sulla fascia costiera tirrenica.

FIRMA ADESSO
Grazie a tutti coloro che firmeranno.

Scommessa: gli Statuti pezzi di carta?

 Prendiamo atto con soddisfazione che la Regione sta facendo ricorso sull'incredibile "destituzione del destituito". Forse anche merito nostro che tempestivamente ieri denunciavamo l'ennesimo colpo di mano sullo Statuto, tanto più che Cuffaro già non c'è più.

 Diamo atto anche all'MPA di essersi fatto carico di questa protesta e, probabilmente, di averla portata sui tavoli istituzionali (una volta tanto...).
Adesso facciamo una doppia scommessa:

1) Volete vedere che i "democratici", "sinistresi", etc. siciliani, sempre proni a 90°, staranno a battere le mani a chi colpisce le istituzioni siciliane? Volete vedere che non ci sarà una sola voce, in questo pugno di traditori della Sicilia, che si alzerà a gridare allo scandalo? Speriamo di perdere questa scommessa.

2) Volete vedere che la Consulta, alla quale questo nostro Statuto proprio non va giù, darà ragione COME SEMPRE allo stato italiano, dimostrando ancora una volta la propria faziosità e la propria inadeguatezza strutturale (oltre che illegittimità costituzionale) a dirimere i conflitti di competenza tra stato italiano e regione siciliana? Siamo praticamente, purtroppo, sicuri di vincere questa scommessa.

Purtroppo, se non c'è nessuno che li fa valere, gli Statuti di autonomia sono come i trattati internazionali, di cui uno statista tedesco della I guerra mondiale (Von Moltke) diceva che in fondo sono...."pezzi di carta"!
ANTUDO !

 

 Sonia Alfano Presidente 

 

 

Riciclaggio di denaro a Modica: tutti i nomi dei 13 indagati

Pubblicato il 24 Aprile 2008 - Postato da Maurizio in Notizie

Il Corriere di Ragusa mette nero su bianco la notizia che era sulla bocca di tutti ormai da diverse settimane riguardante le indagini che vede coinvolti i vertici dell’UDC provinciale e alcuni imprenditori locali per presunto riciclaggio di denaro.

http://www.corrierediragusa.it/public/articoli/2314-riciclaggio-di-denaro-indagato.asp

Potrebbero scuotere gli equilibri della politica modicana gli esiti delle indagini sul riciclaggio di denaro nel comune di Modica, condotte dal comando provinciale della Guardia di Finanza su direttive della Procura. Tra i 13 indagati figurano quattro esponenti di spicco dell’Udc. Si tratta dell’ex sindaco di Modica Piero Torchi, dimessosi dalla carica lo scorso mese per candidarsi alle recenti Regionali.

L’indagine riguarda anche l’ex assessore al bilancio del comune di Modica Carmelo Drago, fratello del leader ibleo dell’Udc, il riconfermato parlamentare nazionale Udc Giuseppe Drago; il consigliere provinciale Vincenzo Pitino, nel frattempo traghettato dall’Udc al Pdl; il segretario provinciale dell’Udc ed ex assessore provinciale Giancarlo Floriddia.

Il reato al momento ipotizzato è associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio di denaro. La medesima ipotesi di reato è contestata anche agli altri nove indagati: il funzionario comunale Francesco Paolino; il già direttore dello sportello unico Giuseppe Castagnetta; Bruno Arrabito e il fratello Massimo, Gabriele Giannone, Massimo La Pira e gli imprenditori edili Giuseppe Sammito e Giuseppe Zaccaria.

Le indagini, avviate nel giugno 2007, di recente sono state prorogate e ormai sembrano giunte nella fase conclusiva. Nelle scorse settimane le 13 persone avevano ricevuto gli avvisi di garanzia che li informavano d’essere indagati, ciascuno per le proprie presunte responsabilità, a seguito della denuncia che sarebbe stata presentata da un imprenditore edile. Con le informazioni di garanzia, i 13 soggetti sono stati avvertiti che nei loro confronti le Fiamme gialle stanno continuando a effettuare accertamenti per capire se quelle che al momento restano solo ipotesi d’accusa formulate in una denuncia hanno qualche fondamento. Da quel poco che trapela dal fitto riserbo, sarebbero comunque parecchie le intercettazioni ambientali e telefoniche già eseguite e ora al vaglio degli investigatori.

Secondo la denuncia dell’imprenditore, alcuni suoi colleghi sarebbero stati favoriti nell’appalto di opere pubbliche. Sempre secondo quanto sostenuto nella denuncia, per velocizzare il pagamento delle spettanze arretrate, dovute dal Comune ad alcuni fornitori di servizi, sarebbero state sborsate anche delle somme di denaro. In pratica, gli imprenditori avrebbero “abbuonato” parte del debito al Comune, per godere di una corsia preferenziale nel pagamento delle restanti somme, risultando così privilegiati rispetto agli altri creditori.

Numerose persone sarebbero già state interrogate. Anche l’imprenditore che sporse la denuncia avrebbe a sua volta pagato, ma, non ottenendo nessun riscontro tangibile, avrebbe deciso di denunciare i fatti. La Guardia di finanza sta ora cercando di capire dove siano finite queste somme. La Guardia di Finanza avrebbe, a questo proposito, acquisito informazioni anche sui conti correnti bancari. Da qui l’ipotesi di reato prospettabile di associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio di denaro.

Le 13 persone devono altresì spiegare la provenienza di questo denaro, precisando a quali prestazioni o servizi si riferiscano ed esibendo fatture o altri documenti contabili comprovanti la liceità delle operazioni dalle quali sarebbero scaturiti gli accreditamenti delle somme. Tra le ipotesi prese in considerazione anche quella che parte di queste somme sia transitata in conti offshore. La vicenda, che si protrae da dieci mesi, starebbe ormai per giungere alle battute finali.

 

 La marcia del V2-Day

L'ASSOCIAZIONE "SICILIANI PER LA LEGALITA'" SCRIVE A RITA BORSELLINO IN MERITO ALLA VICENDA FINOCCHIARO

Alla dott.ssa Rita Borsellino

Ci rivolgiamo alla sorella di Paolo Borsellino, che per la legalità morì, chiedendoLe di non prestarsi alle manovre di quanti vorrebbero attribuito a Lei, come candidata all’ARS (all’ARS, e non alla carica di Presidente della Regione), il seggio che spetta, dopo l’opzione di Anna Finocchiaro per il Senato, ad altra persona: ad altra, la quale ha concorso, al pari della Finocchiaro, per Presidente della Regione. I motivi di quelle mene son chiari: non si tratta semplicemente di accrescere di una unità un certo schieramento, e di rafforzarlo del Suo grande nome, con la proclamazione di Lei, e in caso di Sua rinuncia, di altri della stessa lista; si tratta di scongiurare l’ingresso in Assemblea di chi impersona, notoriamente, l’attitudine più severamente critica nei confronti di tutti i partiti, di maggioranza e di minoranza: più omogenei, nel profondo, che divisi in superficie.
Nell’ARS, essa svolgerebbe, libera da condizionamenti di gruppo, il ruolo, sinora eluso da tutti, di contrasto non solo al governo, se ci sia ragione di contrastarlo, ma anche alla opposizione, se questa declini la parte che la democrazia le assegna, per acconciarsi a deplorevoli intese.
Di qui l’interesse ad escludere Sonia Alfano e la ricerca di artificiose ambagi, che facciano credere incerta la volontà della legge (chi debba subentrare alla Finocchiaro), e opinabili tutte le soluzioni: legittima, quindi, la determinazione che, sbarrandole la strada, scongiuri il paventato pericolo. Ma il volere del legislatore non presenta ambiguità: l’attribuzione del seggio presuppone l’avvenuta partecipazione alla gara per la presidenza; sicché sfrontatamente patente sarebbe la disobbedienza se invece che alla Alfano, stata partecipe di quella competizione, come la rinunciante Finocchiaro, il seggio venisse assegnato ad altro soggetto, che a quell’agone non ha preso parte. C’è in questo un’evidenza di verità invincibile a qualunque sofisma; come c’è in ogni proposizione contraria un attentato alla regola, che nessuno può spacciare per attività di interpretazione.
E’ puramente ozioso, così stando le cose, evocare, in aggiunta, l’assurdità della utilizzazione del listino, nel quale si trova il Suo nome, dott.ssa Borsellino, per fini del tutto estranei alla funzione di quell’elenco. Alla enormità della esclusione di Sonia Alfano corrisponderebbe quest’altra, non meno mostruosa, del ricorso ad una alternativa giuridicamente impensabile.
Ci aspettiamo, dott.ssa Borsellino, che a rompere lo squallido gioco sia proprio Lei: con una presa di posizione, pubblica e tempestiva, che si iscriverebbe nella storia della autonomia, come trasposizione luminosa, sul terreno della politica, delle virtù che furono di Paolo, e che sono Sue.
Con profondo rispetto

Catania, 19 aprile 2008
l’Associazione “Siciliani per la legalità”

 

LOMBARDO, LA BUFALA AL POTERE

Smontando il mito dell’uomo «nuovo» della politica siciliana. Non è un problema per Berlusconi. Non ha vinto a Catania. Non è autonomista. Tra arresti e poltrone, gratta gratta è la solita vecchia Dc di Luigi Settembrini

In fondo Raffaele Lombardo farebbe più notizia se non esistesse affatto. Tanto la sua figura politica, contrariamente al clamore che ha sollevato, appare scontata e priva di novità. Lombardo è infatti un democristiano, ha una sua corrente e un sacco di clientele, eccelle nel fare la guerra ai suoi compagni di partito e di coalizione, vive per il potere, ha avuto problemi con la giustizia, si professa autonomista come molti siciliani e tanto per non smentirsi, si pettina con il riporto. Che c’è di nuovo in uno così? Vale la pena occuparsi di lui solo perché conferma come la politica nel tempo del berlusconismo sia ormai il luogo ideale per nascondersi o trovare un alibi. Una fiction in cui tutto o quasi è fasullo, pretestuoso e strumentale e dove la moneta cattiva scaccia quella buona. Un vialone notturno e di periferia pieno di trans, un palcoscenico per maschere morte che serve solo a nascondere l’avidità di potere e il cinismo irresponsabile.
La bufala più grossa che Lombardo, insieme al suo compagno di avventura Totò Cuffaro, cerca di rifilarci è che il suo Mpa, il Movimento per l’autonomia, sia una spina nel fianco del berlusconismo. In realtà Lombardo per il Cavaliere è stata una vera e propria grazia di Dio («l’avrei voluto ministro della Salute ma lui ha detto di no», ha civettato il premier) perché ora si trova nell’isola come presunto interlocutore forte un politico che finge di porgli condizioni e in realtà si limita a chiedere cose già presenti nel programma della Casa delle libertà sulle quali Berlusconi è perfettamente d’accordo, come il rilancio del turismo, le infrastrutture e il ponte sullo Stretto («l’era del ponte», ha enfaticamente dichiarato Lombardo). Perché l’operazione Lombardo è solo l’ennesimo sortilegio trasformistico della politica meridionale: una volta capito che con Berlusconi si perde, gli intramontabili democristianoni Lombardo & Cuffaro si sono inventati un partitino fata Morgana per accalappiare i voti in libera uscita dal centrodestra, mentre ora stanno raccogliendo nell’isola i resti di quelle formazioni localistiche che con lo sbarramento del 5 per cento non entreranno in Consiglio regionale. Il tutto però senza perdere i contatti con il magnate di Palazzo Chigi che bene o male controlla ancora i cordoni della borsa pubblica.
Per il Cavaliere, Lombardo è come il cacio sui maccheroni: l’obiettivo polemico dello psichiatra catanese è il segretario del suo partito, ovvero Marco Follini, detestatissimo da Berlusconi. La vera colpa di Follini è di non averlo fatto diventare ministro della Salute o del Mezzogiorno la scorsa estate, quando il titubante Harry Potter stava meditando se uscire o meno dal governo con i suoi ministri. È in quell’occasione infatti che Lombardo rompe gli indugi e dopo essere tornato a Catania con il bell’abito blu da ministro mestamente incellofanato, decide di marciare contro Roma. Ecco come nasce il nobile neoautonomismo siciliano: da una poltrona negata. L’altra bufala che Lombardo è riuscito a rifilarci è che abbia stravinto le comunali di Catania. In realtà rispetto a cinque anni fa ha perso voti: nel 2000 le sue due liste, quella del Ccd e «Catania Viva», ne hanno presi 19.529, mentre lo scorso 15 maggio Lombardo, con quattro liste, ne ha raccolti 16.231, 3.298 in meno, mentre il centrodestra ha perso il 7 per cento a vantaggio del centrosinistra. Inoltre la Giunta Scapagnini alla prima vera prova politica, la nomina degli assessori, si è persa per strada Alleanza nazionale, che ha rifiutato sdegnosamente i due assessorati che il sindaco le ha offerto (ne voleva tre) scegliendo l’appoggio esterno, mentre il vorace caimano autonomista ha spalancato le fauci e si è pappato quattro poltrone, una per lista. Come inizio non c’è male.

Ideali chiari. Un’altra balla di Lombardo è che il Movimento per l’autonomia siciliana (Mpa) sia nato sulla spinta di una nobile idealità, una progettualità «alta». In realtà che l’Mpa sia sbocciato in fretta e furia lo provano i continui rabberciamenti programmatici: Lombardo ha inizialmente parlato di un partito regionale, poi di un partito regionalistico a valenza nazionale che doveva coinvolgere gli inconsapevoli Formigoni e Fitto (che hanno smentito), poi di una sorta di Lega del Sud, quindi di una semplice corrente e infine si è inventato il paragone con la Csu bavarese che si federa con il partito nazionale. Da qualche settimana ha iniziato a orbitare con circospezione intorno alla nuova Dc di Rotondi, Cutrufo e Pomicino, il quale il 25 giugno scorso, durante la prima assemblea costituente all’Hotel Summit di Roma, ha paragonato Mani pulite al fascismo. Pomicino & Co. ora reclamano più Stato nell’economia e il ritorno al proporzionale, premessa per una nuova politica democratica, dice lui, in realtà corollario indispensabile di un voto controllato e dunque clientelare. Comprensibile che uno come Lombardo si trovi bene in questa compagnia. Ma per non dare l’impressione che lui, l’autonomista, ha già deciso senza nemmeno sentire i suoi, solo a settembre sapremo se Mpa si federa con la nuova Dc e per ora si è accontentato di aggiungere al glorioso scudo crociato, la dicitura «Per le autonomie».
Una cosa tuttavia per ora sembra certa: don Raffaele resta ancorato al centrodestra e, dopo aver dimostrato che l’Udc in Sicilia è lui, vorrebbe convincere Berlusconi a non continuare a pensare solo a iddu. Che Sua Emittenza gradisca il duo Lombardo/Cuffaro lo si capisce anche dalla nomina avvenuta il 23 aprile di Francesco Saverio Romano a sottosegretario al Welfare. A Romano, Udc siculo e fedelissimo di Totò vasa vasa, i giudici di Palermo hanno recentemente archiviato l’accusa di concorso in associazione mafiosa ed estorsione. Secondo il pubblico ministero, Romano aveva chiesto telefonicamente a un altro imputato dell’Udc, Domenico Miceli, un incontro con il medico Giuseppe Guttadauro, boss mafioso del quartiere palermitano di Brancaccio, ma non è stato possibile provare se poi l’incontro ci fosse stato davvero. D’altra parte Berlusconi ha sempre avuto un occhio di riguardo per le proteste pseudoautonomiste siciliane. Basti pensare a Sicilia libera, il partito che Leoluca Bagarella cerca di fondare nel 1993 con il consenso di suo cognato Totò Riina, affidando l’incarico all’uomo d’onore Tullio Cannella. Il partito viene presentato a Catania nel novembre dello stesso anno da Nino Strano, attuale parlamentare di An, che spara ad alzo zero contro il consociativismo romano e la corruzione, ispirandosi anche lui a Bossi. È proprio Berlusconi che nel 1994 incarica il dirigente di Publitalia in Sicilia, Gianfranco Miccichè, di prendere contatti con Sicilia libera, come lo stesso Miccichè ha raccontato ai giudici del processo Dell’Utri. Poi però l’exploit di Forza Italia segna la fine del partito perché Cosa nostra, come ha raccontato Cannella divenuto collaboratore di giustizia, sceglie di abbandonare Sicilia libera che a Catania aveva appena avuto un ottimo risultato, preferendo appoggiare gli azzurri. Ora Lombardo e Cuffaro, dopo aver attaccato per anni proprio Forza Italia, vagheggiano di fondare insieme al viceministro Miccichè il partito Forza Sicilia.
La verità è che il federalismo e il supposto autonomismo dell’Mpa altro non sono che un espediente per rifarsi una verginità e che il vero ideale di Lombardo e Cuffaro è la convinzione, tutta democristiana, che solo la gestione del potere consenta di conservarlo nelle proprie mani. Insomma il potere per il potere. L’unica differenza è che adesso ci tocca sentire Lombardo che scimmiotta l’antipolitica nordista e borbotta a Vespa che «la gente è stufa del teatrino della politica»! (Panorama, 26 maggio 2005). Peccato che una volta andati al potere, i neo Dc ci facciano assistere proprio al solito teatrino al quale siamo stati abituati da mamma Dc: come nell’ultima campagna elettorale etnea, quando la Giunta Scapagnini, per illustrare agli elettori le opere realizzate dalla Giunta, utilizza parte dei generosi finanziamenti concessi da Berlusconi per l’emergenza traffico, sfruttando un articolo della legge opportunamente e non certo disinteressatamente predisposto ad hoc. Una campagna elettorale che ha sollevato parecchi dubbi sulla liceità dei mezzi utilizzati dal centrodestra, tanto che il pubblico ministero catanese Ignazio Fonzo ha aperto un fascicolo giudiziario per voto di scambio. O come quando avvicinandosi le elezioni catanesi, il 2 aprile scorso Lombardo incontra 524 precari e promette loro la stabilizzazione in un ente pubblico della Provincia entro il 30 settembre del 2005 (controlleremo); o come quando nove giorni dopo, insieme a Scapagnini, posa la prima pietra del più grande mercato alimentare del Sud Italia, un’opera da 60 milioni di euro che sarà completata nel 2008 (controlleremo anche questo); o come quando il 16 aprile del 2004, avvicinandosi le elezioni europee, Lombardo se ne esce con i duemila futuri posti di lavoro del centro commerciale Etneapolis.

Solidarietà agli amici inquisiti. Quando gli amici democristiani vengono raggiunti da avvisi di garanzia o arrestati in prossimità di elezioni, Lombardo è il primo a parlare di «tempistica sospetta», elargendo poi la sua solidarietà ai molti inquisiti per mafia del suo partito, come Mannino, Borzacchelli, Lo Giudice, Costa ecc. D’altra parte non si ricorda che Lombardo abbia mai espulso dal partito di cui era segretario regionale, l’Udc e prima ancora la Dc, qualche iscritto condannato per mafia. Eppure avrebbe avuto solo l’imbarazzo della scelta. Non meravigli dunque che Lombardo abbia già cominciato a imbarcare nel suo Mpa persone che hanno o hanno avuto qualche grana con la giustizia, come l’ex primo cittadino di Agrigento Roberto Di Mauro, detto «il sindaco degli abusivi», condannato in primo grado nel 2003 a due anni di carcere per truffa, abuso d’ufficio e falso e salvatosi con la prescrizione nel processo per gli abusi edilizi nella Valle dei Templi. O come il consigliere regionale pugliese ex Forza Italia, Simone Brizio, coinvolto nel 2002 con suo padre in una storia di tangenti alla Asl di Taranto. O come l’altro neo adepto, Angelo Paffumi, ex Dc, arrestato per una storia di tangenti nel 1996 quando era sindaco di un paese del messinese. Don Raffaele preferisce infatti aspettare che il tempo, galantuomo, faccia giustizia. Come è accaduto a lui. Arrestato la prima volta il 22 aprile del 1992 e condannato il 5 novembre del 1998 dal Tribunale di Catania a un anno e sei mesi di reclusione per abuso d’ufficio. Secondo i giudici la sua segreteria politica aveva rivelato in anticipo ai candidati risultati poi vincitori i temi di un concorso della Usl 35 di Catania. In quel periodo Lombardo era assessore regionale Dc agli Enti locali e partecipava egli stesso a un concorso per 13 posti di assistente medico bandito sempre dalla Usl 35. Dalle intercettazioni del processo, risultò come secondo i giudici «Giuseppe Salmeri, primario dell’ospedale Biancavilla (membro del Comitato dei garanti della Usl 35, ndr), e Lombardo erano uniti da enormi interessi in concorsi e pratiche di enti pubblici».
Una passione, quella per i medici e le strutture sanitarie pubbliche, che ha accompagnato lo psichiatra forense Lombardo per tutta la sua carriera politica. Ma dopo la condanna in primo grado, Lombardo fu definitivamente assolto. La seconda volta è stato arrestato il 23 luglio del 1994 con l’accusa di corruzione, insieme a tre big della politica siciliana di quegli anni: l’ex presidente democristiano della Regione Siciliana Rino Nicolosi, l’ex ministro socialista della Difesa Salvo Andò e l’ex deputato nazionale della Dc, Antonino Drago, leader degli andreottiani della Sicilia orientale. Tutti gli arrestati, secondo i magistrati, avevano fatto ottenere all’ex presidente dell’Inter Ernesto Pellegrini un appalto pubblico da 48 miliardi di lire per la fornitura di pasti all’ospedale Vittorio Emanuele di Catania, in cambio di tangenti per cinque miliardi di lire. Lombardo inoltre era accusato dai giudici anche di associazione per delinquere, facendo parte, insieme ai tre big politici, di un comitato d’affari che gestiva la Usl 35. Il 17 marzo del 2000 Pellegrini ha patteggiato una condanna a due anni di carcere per corruzione, ma Lombardo e tutti gli altri sono stati assolti dalla stessa accusa perché, secondo i giudici catanesi, i cinque miliardi che l’ex presidente dell’Inter ha pagato non erano tangenti ma finanziamento illecito dei partiti, un reato ormai prescritto. Lombardo e gli altri sono stati poi assolti anche dall’accusa di associazione a delinquere. Per i giudici catanesi il comitato d’affari non era mai esistito.

Un carico di cariche. Un’altra caratteristica che lo lega alla democristianeria è che Lombardo passa il suo tempo a fare rimpasti anziché governare: nominato presidente della provincia regionale di Catania nel luglio 2003, nel marzo successivo già redistribuisce 14 nuove deleghe, mentre il 16 aprile imbarca quattro nuovi assessori e il 6 agosto dello stesso anno ancora altri due. La verità è che Lombardo è il continuatore di tutti gli atavici difettacci della politica siciliana e il suo Mpa è un escamotage gattopardesco per continuare con il solito malgoverno: avete mai sentito Lombardo tuonare contro i fastosi sprechi della Regione siciliana, contro il deficit della Sanità per esempio, cresciuto del 43 per cento in quattro anni di governo del suo amico Cuffaro? Una Sanità con il record europeo di strutture private convenzionate, oltre 2.500. Opportunismo, ambiguità e ipocrisia continuano infatti a essere le costanti della politica dei neodemocristiani: Lombardo, dapprima ha consolidato una straordinaria e ben amministrata rete di clientele grazie all’Udc, è stato eletto segretario regionale, consigliere e assessore regionale, vicesindaco, deputato europeo, presidente della Provincia, presidente dell’Unione delle province regionali siciliane e poi, una volta fatto il pieno di voti e clientele, si è liberato del vessatorio giogo romano scoprendosi autonomista e federalista. Senza però avere la decenza di dimettersi dalle cariche ottenute grazie al suo ex partito.
Perché prima di reinventarsi autonomista a nome e per conto dell’Udc, Lombardo ha ottenuto il controllo di tutta la Sanità siciliana; ha fatto nominare parecchi manager delle Asl; ha dettato al suo sodale Totò Cuffaro la nomina dell’assessore regionale alla Sanità e di quello dei Lavori pubblici; ha deciso i nomi di diversi direttori generali della Regione siciliana, dei commissari dei consorzi di bonifica, dei vertici di Sicilia acque e dell’Ato rifiuti, dei vertici della Fondazione Banco di Sicilia, degli assessori provinciali e comunali di Catania, delle aziende partecipate del Comune di Catania, degli istituti autonomi delle case popolari, delle cooperative e della Protezione civile. E poi come se niente fosse si è messo a rinverdire i miti del passato autonomista: «La Sicilia, da Gaio Verre in poi si lascia impunemente saccheggiare di tutto: dal grano, alla foresta fino al consenso e alla rappresentanza politica» (Ansa, 6 marzo 2005). Contro quello stesso partito romano, l’Udc, con il quale in realtà condivide i pochi sparuti progetti di fondo: rifare la Dc, cambiare in senso proporzionale il sistema elettorale e aumentare l’influenza del Sud nella politica italiana. Come? Rispolverando gli argomenti dell’autonomismo separatista di Finocchiaro Aprile (personaggio di livello nettamente superiore a Lombardo) che nel dopoguerra reclamava per la Sicilia privilegi fiscali e «zone industriali franche», esattamente come Lombardo, che chiede a Berlusconi la cosiddetta fiscalità di vantaggio o la defiscalizzazione della benzina. Con la differenza che Lombardo butta alle ortiche l’aspetto marcatamente liberale e antiprotezionistico, oltreché antifascista, che quel movimento aveva e rispolvera quell’eterno «milazzismo» presente nella politica siciliana e meridionale, ammalate di trasversalismo.
Dal duo Lombardo-Cuffaro aspettatevi pure qualche tentativo di alleanza con il centrosinistra, soprattutto adesso che è dato vincente. Basti pensare che il 27 maggio, Lombardo e il suo fedele seguace Giovanni Pistorio, assessore regionale alla Sanità, hanno tenuto a San Giovanni La Punta due comizi, Lombardo con il centrodestra, Pistorio con il centrosinistra. E Lombardo non ha disdegnato un incontro con Piero Fassino, accompagnato dal segretario regionale dei Ds Angelo Capodicasa. Non si sa mai alle politiche dovesse vincere il centrosinistra… Quanto sia credibile poi la lotta contro il centralismo romano di uno come Lombardo, lo prova la gestione padronale, autoritaria e solitaria che ha sempre fatto del partito in Sicilia, da tempo oggetto di critiche da parte della corrente dei cosiddetti quarantenni isolani dell’Udc. Lo scorso anno Lombardo ha lanciato un anatema politico contro quattro liste civiche nate da una costola dell’Udc di Caltanissetta per le elezioni comunali, proprio lui che un anno dopo a Catania metterà insieme quattro liste civiche contro il suo stesso partito, utilizzando le clientele sviluppate nella sanità e nel facilmente manipolabile precariato catanese. D’altronde chi lo conosce bene, come il deputato nazionale dell’Udc Filippo Drago, dice di lui: «Lombardo è l’artefice della ricostruzione del peggiore sistema clientelare» (Ansa, 3 marzo 2005). E se lo dice Drago…

BROGLI ELETTORALI. COINVOLTO DELL'UTRI

 

BROGLI ELETTORALI. COINVOLTO DELL'UTRIInchiesta choc della Dda di Reggio Calabria: una cosca calabrese sarebbe stata pagata per pilotare il voto degli italiani in America latina. Dell'Utri (PdL), avrebbe chiesto di manipolare le schede a vantaggio del suo partito, sborsando 200.000 euro. Intercettata una sua conversazione con l'imprenditore Aldo Miccichè.

Di Dell'Utri abbiamo già sprecato intere pagine del nostro sito mettendo in risalto la nostra opinione su questo oscuro personaggio. Di seguito invece vogliamo descrivere la figura dell'imprenditore Aldo Micchichè, mica è l'ultimo arrivato!

Aldo Miccichè, l'imprenditore coinvolto nell'inchiesta della Dda di Reggio Calabria su presunti brogli nel voto degli italiani all'estero, si trova in Venezuela da alcuni anni dopo essersi allontanato dall'Italia perchè condannato in via definitiva per bancarotta fraudolenta e millantato credito.

Miccichè non è siciliano, come si era appreso in un primo tempo, ma di Maropati, un centro della Piana di Gioia Tauro in provincia di Reggio Calabria. In passato ha avuto anche incarichi politici nella ex Dc ed è stato coinvolto in numerose vicende giudiziarie.
I suoi presunti rapporti con la cosca Piromalli di Gioia Tauro risalgono al periodo in cui Miccichè viveva in Calabria. Tra l'altro negli anni '80 e '90 le sue conoscenze avrebbero consentito ai Piromalli di introdursi anche in ambienti politici per gestire affari legati ad appalti di importanti opere pubbliche.
Dopo le condanne definitive e la fuga all'estero, Miccichè avrebbe continuato a mantenere i suoi rapporti con la cosca Piromalli. In Venezuela Miccichè avrebbe curato, in particolare, gli affari della cosca di Gioia Tauro concentrati in vari settori economici e commerciali.
È proprio indagando sulle attività all'estero della cosca Piromalli che la Polizia, su delega della Dda di Reggio Calabria, ha scoperto i contatti telefonici tra Miccichè e l'esponente politico siciliano di primo piano da cui sarebbe emerso il presunto controllo dei voti degli italiani residenti nell'America latina. Un passaggio che ha consentito l'apertura per l'inchiesta di nuovi scenari i cui risvolti sono ancora tutti da approfondire.
Miccichè, negli anni '80, è stato segretario provinciale della Dc di Reggio Calabria e successivamente consigliere provinciale dello stesso partito a Roma. Nel 1988 Miccichè si rese irreperibile perchè ricercato perchè reati fallimentari e fu arrestato nel 1990 in un albergo di Torino. Le accuse contestate a Miccichè facevano riferimento alla cessione del diurno della stazione Termini da lui gestito negli anni '70.
In precedenza Miccichè era stato coinvolto in altre vicende giudiziarie riguardanti truffe, pagamenti di tangenti e finanziamenti ottenuti illecitamente da un istituto di credito svizzero. Miccichè, negli anni '80, ha fatto anche il giornalista ed ha diretto il quotidiano "Italia sera".

 

UNIONE SICILIANA COMPIE 1 ANNO

SONIA ALFANO A CATANIA DAVANTI AD OLTRE 7MILA PERSONENel 726° Anniversario dei Vespro Siciliano, il sito di Unione Siciliana compie un anno. Proprio lo scorso anno, il 31 Marzo 2007, abbiamo deciso di contribuire con le nostre idee alla causa del Popolo Siciliano, nella speranza di offrire un corretto ed aperto luogo d'informazione in rete, l'unico posto rimasto oramai libero dal controllo della nomenclatura italiana e di un'informazione faziosa che da sempre ci propina le uniche notizie gradite al Governo degli Sciacalli.

Più di 3.200 ingressi unici ed oltre 5.400 pagine visitate ci inorgogliscono e ci stimolano a continuare verso la strada della Liberazione siciliana dal malaffare, dalla mafia e dagli ormai troppi politici corrotti. Il nostro unico obiettivo, per chi ha avuto modo di seguirci in quest'anno è stato ed è unicamente quello di informare, creare dibattiti e confronti fra le anime del Sicilianismo e tra i tanti siciliani onesti che, sempre più numerosi, vogliono partecipare alla rinascita di questa terra martoriata, sfruttata e calpestata.

Mai abbiamo inteso trasmettervi la nostra come assoluta verità, mai abbiamo creduto di essere i "perfetti sicilianisti". Il nostro compito è stato e sarà sempre quello di pungere, stimolare e denunciare. Tutti gli articoli presenti su questo sito, prodotti o catturati in rete, crediamo abbiano rappresentato anche il nostro pensiero, a volte un po' meno ma l'imparzialità che ci ha sempre contraddistinti ha permesso a tutti di esprimere il proprio giudizio e contribuire ad un progetto in fondo comune.

Sono arrivate critiche per la nostra democratica scelta di appoggiare la lista degli Amici di Beppe Grillo alle prossime Elezioni del Parlamento Regionale, critiche a volte motivate e a volte no, ma chi crede di conoscerci avrà compreso come la scelta di appoggiare Sonia Alfano come Candidata alla Presidenza della Regione, è l'unica scelta coerente con i nostri principi ed il nostro modo di vedere il futuro della Sicilia. Non potevamo appoggiare la Finocchiaro perchè nel PD ci sono candidati in odor di mafia. Non ci piace la Finocchiaro perchè in 30 anni di "onorata carriera" politica non ha fatto nulla per i Siciliani, niente, assolutamente niente. Lei non vincerà ma grazie all'appoggio dell'MPA diventerà il prossimo Presidente del Senato, alla faccia dei siciliani! Non potevamo appoggiare l'MPA e Lombardo perchè siamo convinti e lo saremo sino alla morte che ciò rappresenta quello che di peggiore questa terra possa meritarsi. Lombardo, parte della peggiore feccia di Sicilia, da decenni sulla scena politica siciliana non può e non potrà mai essere il paladino dei nostri valori di Autonomismo, di democrazia e di anti-mafia! Lombardo, Vasa Vasa e tutti gli altri che si sono arricchiti alle spalle degli agricoltori siciliani e dei cittadini tutti meritano i peggiori insulti che la nostra rabbia potrebbe vomitare.

Loro hanno arricchito le cliniche private distruggendo la Sanità pubblica isolana, loro vogliono il Ponte ma ci hanno consegnato una Sicilia con strade da Terzo Mondo, con ferrovie da Zinbawee. Loro vogliono cancellare le serre della zona trasformata ragusana e costruire campi da golf. Loro hanno svenduto le Banche isolane. Loro hanno consegnato le nostre attività al controllo delle Banche che ci stanno dissanguando. Loro hanno creato e lucrato sui precari siciliani. Loro hanno distrutto i sogni di intere generazioni. Ma adesso loro dovranno prepararsi ad emigrare, a scappare, prima che la rabbia del Popolo Siciliano li seppellisca definitivamente. Secondo me..questo già lo sanno! Potranno vincere le Elezioni, grazie alle raccomandazioni, alle minacce (che già stanno perpetrando in questa campagna elettorale), ai voti comprati, alle promesse che mai manterranno, ma state pur certi, qualcosa in Sicilia sta per accadere e per questi LOSCHI SIGNORI sarà la fine. Vogliono il Ponte? Verranno seppelliti sotto le macerie del Ponte!!

Neppure Sonia Alfano vincerà ma, con il Suo Movimento potrà aiutare tutti noi veramente, a scardinare e demolire il sistema politico-mafioso che governa la Sicilia e l'Italia intera. Nel 1° Anniversario di Unione Siciliana siamo convinti ed orgogliosi di sostenere Sonia Alfano e tutti i volti nuovi e puliti che in essa hanno riposto la propria fiducia.

VI INVITIAMO CALOROSAMENTE, PERTANTO, A VOTARE, SOSTENERE ED INCORAGGIARE SONIA ALFANO E LA LISTA AMICI DI GRILLO, LA PRIMA SULLA SCHEDA ELETTORALE.

VI INVITIAMO ALTRESI' A VIGILARE AFFINCHE' EVENTUALI E POSSIBILISSIMI BROGLI VENGANO DENUNCIATI ALLE AUTORITA' COMPETENTI.

W LA SICILIA ED I SICILIANI ORGOGLIOSI DI ESSERLO. ANTUDO!

 (Unione Siciliana)

 

APPELLO DEL VESCOVO DI TRAPANI

"Riteniamo fondamentale l'appello lanciato dal Vescovo di Trapani – ha dichiarato Sonia Alfano, candidata alla Presidenza della Regione Sicilia con la lista degli Amici di Beppe Grillo, che ha aggiunto – in Sicilia il cancro mafioso soffoca e distrugge qualsiasi cosa incontri sul proprio cammino. Ci sembra quindi doveroso, alla luce delle parole del Vescovo Miccichè, invitare tutti i cittadini a non votare quei partiti al cui interno militano e sono candidati personaggi pregiudicati o dalle comprovate frequentazioni con ambienti mafiosi. Soltanto mettendo alla porta la mafia ed i suoi favoreggiatori potremo davvero liberare questa terra dalla povertà e dal sottosviluppo".

 

DUE ARRESTI A PALERMO PER BROGLI ELETTORALI A FAVORE DI CAMMARATA. LA ALFANO INVITA L'OSCE AD INVIARE GLI ISPETTORI

Brogli elettorali alle elezioni amministrative del 2007. In arresto sono finiti due presidenti di seggio: Gaetano Giorgianni, 51 anni, e Giovanni Maria Profeta di 63.

La polizia già dal 14 maggio dello scorso anno aveva presentato alla Procura della Repubblica un primo rapporto su alcuni episodi che meritavano approfondimenti investigativi e che si riferivano a due sezioni, la 19, scuola Oberdan in via Spica, e la 460, zona Cruillas. In entrambe i poliziotti della Digos, coordinati dal pm Maria Forti, avrebbero riscontrato la falsificazione di oltre 450 preferenze in altrettante schede, a favore di un candidato consigliere comunale e due di circoscrizione, un eletto e un non eletto, facenti parte della stessa lista, denominata "Azzurri per Cammarata" e apparentata al sindaco di FI, poi risultato eletto. Gli agenti avrebbero anche riscontrato la falsificazione di numerosi atti elettorali, verbali e comunicazioni. Il numero delle schede distribuite era superiore a quello dei votanti. Da una perizia calligrafica è poi risultato che le mani autografe erano riconducibili a non più di tre persone. Le segnalazioni erano arrivate alla Digos, coordinata dal primo dirigente Maurizio Ficarra, all'indomani degli spogli, il 14 aprile. Le anomalie riguardavano soprattutto l'estrazione consecutiva di un numero di schede tutte apparentemente scritte con la stessa grafia. Le denunce sono state presentate da rappresentanti di lista e dall'ex candidato Leoluca Orlando, che da solo ha presentato una quindicina di esposti. In un anno di indagini la Digos ha sentito oltre 15 persone tra le due sezioni che hanno riferito alcune circostanze sospette. Verbali e tabelle di scrutinio sono stati acquisiti. Sequestrate le schede e sono subito saltati agli occhi i gravi indizi nei confronti dei due presidenti. Tutta la documentazione è approdata nell'ottobre 2007 in procura. Adesso si cercano i complici. (Articolo tratto da SiciliaInformazioni)

 

LETTERA APERTA A MARIO DI MAURO DI "TERRA E LIBERAZIONE"...DA PARTE DI ORAZIO VASTA

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Dal sito web dell'associazione "TerraeLiberAzione",riprendiamo - e ne pubblichiamo ampia sintesi-l'intervento a firma di Mario Di Mauro, presidente di "TeL",a sostegno della candidatura dell'On.Raffaele Lombardo,  candidato alla presidenza della Regione siciliana...

<< FORZA RAFFAELE! Perchè votiamo Raffaele Lombardo. Senza se e senza ma. Per la prima volta, in sessantanni di "Autonomia Costituzionale", scritta col sangue degli Indipendentisti, i Siciliani potranno votare un candidato autonomista alla Presidenza della Regione Autonoma del Popolo Siciliano. Questa sola considerazione dovrebbe far riflettere sul ritardo storico del Sistema Sicilia...sulla sua stessa Realtà Giuridica. Non cerchiamo scusanti: per quanto lo Spettacolo neocoloniale, una vera e propria Dittatura, abbia devastato l'Identità Siciliana, ciò è stato possibile grazie all'intermediazione di una massomafia sicilianissima che ha tradito il Popolo Siciliano. E continuerà a tradirlo. Salvo saltare sul carro del prossimo "vincitore". Noi non ci facciamo illusioni. Sappiamo solo che continueremo a combattere per la liberazione della Sicilia e dei Siciliani. Perchè c'è ancora Sicilia e ci semu ancora Siciliani. Il Popolo Siciliano non ha scuole, massmedia, sindacati e quant'altro che ne "cantino la verità". Dunque è difficile comunicare questa Verità Siciliana. Facciamo alcuni esempi, ma sarebbero migliaia. Alcuni esempi "in negativo", di "Spettacolo neocoloniale". Nella commedia romana, per un anno intero, il "miliardo siciliano" necessario a rattoppare le nostre strade, quel miliardo frutto delle tasse, dei bolli, delle accise e delle multe che paghiamo, è apparso e scomparso, con premeditato cinismo. Si dia merito a Raffaele Lombardo per essere riuscito ad accendere i riflettori sull'ordinaria rapina coloniale che si consuma di solito al buio e in silenzio...(...) In breve, occorrono poche e chiare misure fondamentali, di Giustizia autentica, necessarie a costruire una vera Economia Siciliana: Competitiva e Solidale. Un Popolo senza una Economia competitiva e solidale non sarà mai padrone del proprio destino, ma resterà prigioniero del "circolo vizioso della miseria", del quale il "pizzo" è solo un epifenomeno e, per quanto odioso, neanche il più grave, mentre il clientelismo diventa l'unico canale fisiologico di mobilità sociale. In verità, la miseria che ci impongono -addolcita da misurate dosi di assistenzialismo ai peggiori e di graduale "peggioramento genetico" come se non bastasse già l'emigrazione dei migliori- ha un solo e unico obiettivo: scafazzarci. E' la logica dello Spettacolo neocoloniale, e ormai "cu nasci sbirru mori mafiusu, e cu nasci mafiusu mori sbirru". E chi non ci sta o si chiude nelle sue cose o se ne va. Tutto il Teatro della Realtà siciliana si consuma nella scissione tra norma e consuetudine determinata da sessantanni di mancata e coerente applicazione della Costituzione Siciliana, cioè di uno Statuto di Autonomia scritto col sangue degli Indipendentisti siciliani. Il paradosso giuridico è clamoroso: ci sono voluti sessantanni per avere un candidato autonomista, cioè legale, alla presidenza della Regione Autonoma del Popolo Siciliano. Noi voteremo Raffaele Lombardo perchè si è impegnato a restaurare l'unica Legalità Costituzionale che, ora e qui, può generare Giustizia: quella dell'Autonomia. Saremo vigili, ma anche fedeli. Forza Raffaele! Il Lavoro da fare resta lungo, ma l'avere un "governo amico" non è indifferente.

Caro Mario,

la scelta di "TeL" è legittima, come è legittima la scelta di tutti coloro che, nell'area del sicilianismo e del meridionalismo,non sostengono-senza se e senza ma-la candidatura dell'on. Lombardo e dei candidati del Mpa...Personalmente,non comprendo,però,l'entusiasmo che nutri per "Raffaele",disegnato da te come una sorta di Messia dell'Autonomia,il Messia che la Sicilia aspettava da 60 anni. L'on. Raffaele Lombardo,per te è "il primo candidato autonomista,cioè legale,alla presidenza della Regione Autonoma del Popolo Siciliano"... L'on. Lombardo è diventato il Messia dell'Autonomia,senza un solo passaggio di AUTOCRITICA!

Ha traghettato se stesso e tutto il suo hinterland politico dall'Udc nel Mpa senza alcuna AUTOCRITICA!

Ha MPAzzato post-forzisti, post-fascisti, post-comunisti, post-socialisti, postdemocristiani, post-repubblicani, post-autonomisti...e nessuno di questi "post" ha sentito il bisogno di fare AUTOCRITICA! Ma,com'è, caro Mario,questa storia? L'on. Lombardo e tutto quello che gira attorno a lui,in questi 60 anni di AUTONOMIA TRADITA,dove è stato? Forse,sono stati ESULI POLITICI e,ora, grazie all'aiuto del cavaliere Silvio Berlusconi che,come si sa,è il difensore massimo delle libertà-sono ritornati in Patria per ristabilire la legalità,alias l'attuazione dello Statuto dell'Autonomia speciale della Sicilia?

L'altra sera, l'on. Lombardo,a "LA7",durante lo scontro con Michele Placido,ha affermato che "in questi 60 anni gli uomini politici del Sud non hanno governato, perchè sono stati burattini di Roma". Mario, ma l'on. Lombardo e tutto l'hinterland e post mpassociati in questi 60 anni, 6 volte 10 anni,hanno governato? Non hanno governato?  Sono stati burattini? Sono stati...che cosa?

La verità oggettiva dice che l'on.Lombardo,hinterland e post mpassociati sono stati sempre al POTERE,hanno rivestito incarichi istituzionali o, in ogni caso,rivestito ruoli politicamente garantiti e ben visibili:assessori regionali,deputati regionali, deputati nazionali, senatori della Repubblica,presidenti della Provincia, deputati europei,sindaci,vicesindaci,consiglieri comunali,consiglieri provinciali,consiglieri nelle municipalità,dirigenti sindacali... Ma,nessuno ha fatto AUTOCRITICA!

Una bella mattina si son svegliati,e miracolosamente,si sono intestati la battaglia per la legalità in Sicilia,alias per l'Autonomia. 60 anni di A S K A R I S M O è stato cancellato,altro che l'indulto di Prodi!

Caro Mario, non so se risponderai a queste mie considerazioni ad alta voce,in ogni caso,mi piacerebbe sapere dove l'on. Raffaele Lombardo,l'hinterland e il post degli mpassociati sono stati in questi ultimi 6 volte 10 anni? E,come e quando, "Raffaele",hinterland e post MPAzzati hanno smesso di essere al servizio dell'ANTISICILIA per diventarne i SALVATORI? E,spiegami,se vuoi,come puoi definire il tuo "Raffaele" il presidente dell'Autonomia ritrovata quando lui stesso è alleato con Berlusconi,Fini,Bossi,Cuffaro e la signora vicesindaco di Lampedusa, che chiede l'annessione della sua isola alla Provincia di Bergamo? E,poi,come la mettiamo con il Ponte?...

Grazie,per la tua attenzione. Fraternamente, Orazio Vasta (Rarika Blog)

E' NATO IL LEGHISMO SICILIANO. L'MPA ALLA RICERCA DI UN'IDENTITA'

Il Movimento per l’autonomia, alla ricerca di una identità forte, ha scelto la strada seguita da Bossi e Calderoli. Un percorso che pretende una severa revisione culturale, che si cambi la storia, la letteratura.

La Lega Nord ha fatto scuola. Appena nata, ha modificato la storia, facendo nascere nazione padana, e si è inventata le radici celtiche; quindi  ha cancellato uomini di pensiero, condottieri e letterati. Non c’è niente nei nostri libri che richiami la Péadania come entità storica a sé.

Il ragioniere Bossi, per giungere a questo risultato, non ha avuto bisogno di tornare a scuola: la storia che gli serviva se l’è inventata di sana pianta, compresi i riti celtici, o l’ha adattata ai suoi bisogni contingenti, espellendo, per esempio, la Lega lombarda, dalle pagine di storia che l’hanno resa sui banchi un simbolo dell’italianità.

La Lega, in definitiva, ha rubato alla cultura italiana le sue icone, i suoi personaggi, i suoi miti, per riproporne altri, falsi. Con quale obiettivo? Dare una bandiera, una identità, ai lombardi incazzati a causa delle tasse gravose. Il suo slogan, Roma ladrona, non è una politica, né il taxzebao di una rivendicazione qualsiasi, ma l’urlo celtico, questo di un medioevo culturale e sociale inquietanti. Il culto della virilità (il celodurismo), le pagliacciate sulle rive del Po, i concorsi di bellezza padani e tante altri minchionerie, che hanno fatto ridere mezza Italia, hanno condito questa rivolta del nulla, incaricata di istupidire la gente.

Minchionerie, abbiamo scritto. Lo sono fino a un certo punto: Da venti anni la Lega detta l’agenda politica italiana ed ancora oggi – vedi la scandalosa vicenda della Malpensa – ricatta gli alleati.

Mentre nasceva il leghismo padano, in Italia muoveva i primi passi la Rete di Leoluca Orlando. Anche chi non condivideva le ragioni di Orlando ed il suo giustizialismo prima maniera, doveva ammettere che quello siciliano era fazioso ma colto, schizofrenico ma spendibile in Italia e all’Estero. Le becere manifestazioni leghiste di razzismo, le sprezzanti ed offensive opinioni espresse  con preoccupante frequenza nei confronti dei “terroni”, non sono state solo provocazioni, ma un tassello utile alla costruzione di una identità assediata dai mangiapane a tradimento, cioè la gente del Sud.

Ebbene, l’autonomismo del MPA, invece che riproporre in termini moderni ed appropriati, la questione autonomista, seppellita dai partiti, e la questione meridionale, seppellita dalla questione settentrionale, per “merito” della Lega, appropriandosi di uno spazio politico praticamente vuoto e diei suoi contenuti modermi ed utili, si allea dapprima con Bossi e Calderoli, nemici dei terroni,  aiutandoli di fatto  a costruire una linea Maginot contro il Sud, e poi ne adotta l’imprinting con una revisione stupefacente, ed incolta, della letteratura e della storia siciliana.

In una intervista al Corriere della Sera, Raffaele Lombardo, manda sul patibolo Giuseppe Garibaldi, che ha fatto la storia della Sicilia,  e liquida letterati come Luigi Pirandello, Giovanni Verga, Tomasi di Lampedusa, colpevoli di avere rappresentato i siciliani come un popolo debole, vinto, reietto, incapace di ribellione. A Garibaldi addebita il genocidio dei siciliani, a Verga l’idea di siciliani “vinti”, a Pirandello, la creazione di personaggi modesti e incolore, a Tomasi di Lampedusa, la visione di isolani proni.

Che l’MPA non accolga nel suo pantheon Verga, Pirandelllo, non costituisce in effetti una catastrofe. L’indice non è stato compilato da letterati ma da leaders politici in cerca di voti. Ciò che ci preoccupa è ben altro: il revisionismo siciliano ripercorre la strada del leghismo lombardo, del quale adotta le caratteristiche precipue, il revisionismo, la proposizione di una Sicilia inesistente quanto la Padania.

Una operazione devastante, che tradisce i siciliani e la loro storia, e rinnega la cultura di coloro che la propongono. Lombardo, infatti, è un uomo dotto. Impossibile che giudichi i “vinti” del concittadino Giovanni Verga come personaggi dimessi e senza anima , e gli uomini senza qualità di Luigi Pirandello, come testimoni di una Sicilia decadente e da dimenticare. I siciliani di Verga e di Pirandello sono grandi a dispetto delle umili origini, del destino infame, delle dolorose prove cui la vita li sottopone. E quelli di Tomasi sono indimenticabili, nonostante le ipocrisie, le debolezze, la rassegnazione, le pigrizie. Sono grandi perché veri,  infinitamente veri. Come può esserlo la realtà letteraria.

I siciliani sono altra cosa?

Può darsi, ma quelli raccontati da Pirandello e Verga non ce li deve togliere nessuno.

Che qualcuno tenti di farlo per farci assomigliare a Bossi e Calderoli, ci fa ribollire di rabbia. Ci serve l’autonomismo siciliano, ci serve piuttosto il ricordo dei suoi padri nobili. Perché non farne icone di una nuova stagione politica? 

(Articolo di Salvatore Parlagreco tratto da SiciliaInformazioni)

 

IN SICILIA E' GIA' COMINCIATA LA COMPRAVENDITA DI VOTI

“La situazione delle elezioni in Sicilia è più grave di quanto non si possa pensare. Anche quest’anno, in alcuni quartieri delle città siciliane, la compravendita del voto è già partita. A Catania e Messina, città nelle quali mi sono recata in questi giorni, io stessa ho ascoltato alcune voci secondo le quali sarebbero già stati elargiti soldi, ricariche telefoniche e buoni spesa in cambio del voto. Abbiamo già chiesto e continuiamo a chiedere l’intervento degli osservatori internazionali. Purtroppo il nostro appello è fin ora rimasto inascoltato a causa di un certo tipo di stampa che ha deciso di censurarci da giornali e televisioni poiché, portando la gente a conoscenza della nostra lista, i giochi dei partiti verrebbero scardinati. In Sicilia il sistema del voto di scambio è sotto gli occhi di tutti, anche delle forze dell’ordine, ma nessuno ha interesse ad interrompere questa consuetudine. Inoltre gli scrutatori, nominati direttamente dai partiti, sono presi dagli staff dei candidati. E’ naturale che il controllo e le regolarità saranno pari a zero”. Lo ha detto oggi la candidata alla Presidenza della regione Sicilia Sonia Alfano che ha aggiunto; “La Sicilia è terra di nessuno. Negli anni scorsi si è assistito a rappresentanti di lista picchiati, plichi di voti non sigillati ma ugualmente ritenuti validi, schede elettorali gettate nei cassonetti e nessuno ha preso provvedimenti”. Sonia Alfano ha poi cosi commentato il discorso del Capo dello Stato in merito all’utilità del voto: Sono pienamente d’accordo con il Presidente della Repubblica perché chi ritiene che un voto sia inutile concepisce gli elettori come numeri votanti e non come persone. Un voto dato a noi, semplici cittadini, è certamente più utile di un voto dato agli stessi partiti che in questi anni ci hanno portato verso la catastrofe”.

"SICILIAN FILM FESTIVAL 2008". PARTE L'IMPORTANTE KERMESSE D'OLTREOCEANO

Il meglio della cinematografia siciliana fa di nuovo scalo a Miami dall’8 al 14 aprile per il III° Sicilian Film Festival, che promuove oltreoceano la cultura ed il cinema siciliano. Si vedranno pellicole che trattano temi salienti legati alla Sicilia, o  che vedono la partecipazione di artisti  siciliani o di origine siciliana, o  film prevalentemente girati in Sicilia ma anche  film stranieri che abbiano per protagonisti importanti figure di riferimento di origine siciliana. Il Sicilian Film Festival ha il merito di avere evidenziato internazionalmente  un vero e proprio “cinema siciliano” con addentellati anche molto lontano, il piu’ importante dei quali è  proprio  Hollywood, grazie  ad Oscar e nominations che sono stati conferiti  a  registi siciliani; e bisogna anche ricordare che molti grandi nomi della mecca del cinema hanno origine proprio nell’isola italiana. Sara’ proprio sul tema degli italoamericani nel cinema di Hollywood la conferenza che il regista Vito Zagarrio terrá durante il festival. La prestigiosa Miami Beach Cinematheque ( www.mbcinema.com ) e’ il luogo deputato per gli eventi del festival assieme a Karu & y a Miami ed al The Forge a Miami Beach. Giuseppe Tornatore porterà in Florida La Sconosciuta, Franco Battiato, Niente e’ come sembra, Aurelio Grimaldi, Anita, una vita per Garibaldi, lo stesso  Zagarrio, il suo ultimo film Tre Giorni d’Anarchia,  Franco Nero, tra i più internazionali dei nostri attori e che ha girato molti film legati alla Sicilia, verra’ a ricevere l’Award alla carriera e sarà anche il protagonista di una  retrospettiva-omaggio ai suoi film siciliani tra cui Diceria dell’untore e Perché si uccide un magistrato, mentre La Sicilia di Montalbano è l’evento speciale (con la collaborazione di Antonio Bruni, responsabile RAI per i festival internazionali) che farà conoscere al pubblico americano la fiction televisiva interpretata da Luca Zingaretti e tratta dai romanzi di Andrea Camilleri, il cui nome e’ stato appena inserito dal quotidiano britannico Daily Telegraph, nella lista dei "50 crime writers to read before you die" ("50 scrittori gialli da leggere prima di morire"). Un’altra vittoria per la cultura siciliana, sottolinea lo scultore Emanuele Viscuso, creatore e presidente del Festival, di cui Salvo Bitonti, regista e docente di Storia del Cinema, e’curatore della sezione lungometraggi.

Gli episodi proposti nella serie di  Montalbano sono Il cane di terracotta e Il gatto e il cardellino. Inoltre, sarà presentato, Nuovomondo di Emanuele Crialese,  Leone d’argento, film rivelazione a Venezia 63, nella speciale sezione Migrazioni, assieme a Billo il Grand Dakhaar di Laura Muscardin. Fra gli  altri titoli annunciati c’è Il figlio della luna di Gianfranco Albano, sulla vera storia di Fulvio Frisone, scienziato nucleare siciliano portatore di handicap. Tra le altre sezioni, Sicilia, catalizzatore culturale del Mediterraneo, aperta ai paesi del bacino mediterraneo, vedra’ la proiezione di un classico della cinematografia egiziana, Desire di Mohamed Khan. Una giuria internazionale assegnerà per i lungometraggi un premio per il miglior film, la migliore regia, i migliori interpreti e il miglior contributo tecnico; sono previste una o due menzioni speciali per i cortometraggi, firmati da alcuni giovani autori (Paola Boschi e Francesca Caligaro (quest’ultima conduttrice della popolare trasmissione La giostra dei Goal su Rai International), Silvio Licata, Rodolfo Martinelli, Mauro Pace, Roberto Bentivegna, Simone Catania, Cusenza, Liliana Paganini, Luciano Alexandrescu, Andrew Ott), e per i documentari di Jenna Constantine, Vittorio Nevano e Sasa’ Salvaggio, conduttore siciliano di Striscia la Notizia che, oltre a presentare il documentario Storie di Sicilia, interamente registrato al Teatro Massimo di Palermo, girera’ uno Speciale Sicilian Film Festival From Miami per la televisione. A completare il cartellone, feste e cocktail, conferenze stampa, tavole rotonde, lezioni, concerti, eventi gastronomici ed altro.

Alla sua seconda edizione l’anno scorso, il sindaco di Miami Beach ha ufficialmente proclamato un Sicilian Film Festival Day e concesso le chiavi della citta’ al suo creatore Emanuele Viscuso.

Direttamente in Sicilia il Sicilian Film Festival sta organizzando il Festival Internazionale di Musica d’Organo (F.I.M.O.) che si terrà in autunno  nelle chiese dello storico Principato di Castelbuono. Il presidente del nuovo festival sara’ lo stesso Emanuele Viscuso e il direttore artistico sara’ Diego Cannizzaro. Ogni rimando agli eventi in cartellone e ai trailer dei film  sul sito www.sicilianfilmfestival.com, curato da Roberto Villa.

 

 

OMICIDIO CAMPAGNA. ERGASTOLO CONFERMATO PER I DUE IMPUTATI

Gerlando Alberti junior e Giovanni Sutera condannati anche in Appello. Graziella, 17 anni, era stata uccisa nel dicembre dell''85 dopo aver scoperto la vera identità di due boss. Il fratello della vittima: ''Restituito l'onore a mia sorella''

Palermo, 19 mar. (Adnkronos) - Ergastolo confermato per i due imputati accusati dell'omicidio di Graziella Campagna, la 17enne di Saponara (Messina) uccisa nel dicembre dell'85 dopo avere scoperto la vera identità di due boss. Poco prima della mezzanotte di ieri i giudici della Corte d'Assise d'Appello di Messina hanno emesso la sentenza di secondo grado a carico di Gerlando Alberti junior e di Giovanni Sutera, confermando il carcere a vita come aveva anche chiesto il pg Marcello Minasi.

Prescritto, invece, il reato per le due donne imputate, Agata Cannistrà e Franca Federico, rispettivamente titolare e impiegata nella lavanderia dove lavorava la giovane uccisa.

Dopo la lettura della sentenza Gerlando Alberti junior e Giovanni Sutera sono stati raggiunti nelle loro abitaizoni e arrestati, come prevede la legge. Alberti ha atteso la sentenza nella sua abitazione di Falcone, nel messinese. Sutera si trovava, invece, a Fucecchio, in provincia di Empoli.

La sentenza è stata accolta in aula, dove c'erano tutti i familiari di Graziella Campagna, da un lungo applauso. "Ieri sera i giudici di Messina hanno restituito l'onore che era stato tolto a mia sorella Graziella...", ha detto all'ADNKRONOS Pietro Campagna, fratello di Graziella Campagna. "Mi ha commosso - ha detto Pietro Campagna - vedere in aula tutta quella gente comune, che non si era mai vista al processo. Erano commossi anche loro e questo mi ha dato una grande emozione". "E' stata una sentenza giusta ed è stata fatta giustizia - ha aggiunto - a una ragazzina di appena diciassette anni, che è stata uccisa solo per avere scoperto qualcosa che non doveva scoprire". Pietro Campagna ha anche sentito al telefono Beppe Fiorello, l'attore che nella fiction 'La vita rubata' ha interpretato proprio la parte del fratello della vittima. "Era molto contento - ha detto - finalmente è stata resa giustizia a Graziella".

"Contenta" anche se "il dolore non potrà mai essere cancellato", è stata anche la madre di Graziella Campagna, che ha preferito aspettare la sentenza a casa. "E' soddisfatta - ha detto - perché finalmente ha avuto la giustizia che cercava lei, e che cercavamo tutti noi, da più di vent'anni". Adesso, secondo Pietro Campagna, "vanno cercate le responsabilità dei mandanti dell'omicidio di Graziella Campagna". "Sì - ha spiegato - se c'erano all'epica due latitanti che potevano trascorrere anni in una località come Villafranca Tirrena, è chiaro che c'erano delle coperture. E sarebbe bello se si potesse fare luce sui mandanti e che queste responsabilità venissero a galla".

"Adesso lo posso finalmente dire: ci sono giudici degni di questo nome anche a Messina...", ha invece commentato all'ADNKRONOS l'avvocato Fabio Repici, legale dei familiari di Graziella Campagna.

 

IO STO CON SONIA ALFANO

Raffaele Lombardo è Cuffaro con baffo e riporto. Anzi, meglio: don Raffaele è stato già arrestato due volte. E in famiglia si vive di clientele: il fratello Angelo all’ARS ha presentato un unico disegno di legge, la creazione di nuove province. La prima: Caltagirone, 13 chilometri dalla natia Grammichele. Lombardo è alleato con Berlusconi. Berlusconi in Sicilia significa Dell’Utri, Schifani, La Loggia. Leggete I complici, se vi sembra possibile votarli.

Anna Finocchiaro doveva essere Rita Borsellino, ma è Anna Finocchiaro e dobbiamo chiederci perché. E dopo che ci siamo risposti, non possiamo votarla. E’ la Ségolène de’ noantri, regina degli inciuci, descritta magistralmente da questo articolo di Travaglio.

Il programma di governo glielo sta scrivendo Salvo Andò. Era nel dimenticatoio, lo hanno ripescato. Perché? Salvo Andò: nel 1993 la Dda chiese l’autorizzazione a procedere contro di lui per voto di scambio con Cosa nostra: collaboratori di giustizia raccontarono che il boss latitante Santapaola incontrava Andò e lo appoggiava alle elezioni. In uno degli ultimi covi della latitanza del boss la polizia trovò un cartoncino intestato ‘Camera dei Deputati’ con una scritta a penna: “Cari saluti, Salvo Andò”.

Salvo Andò non è un errore. Nel PD, Vladimiro Crisafulli è candidato al Senato. Meglio: nominato al Senato, vista la legge elettorale senza preferenze che consente ai partiti di nominare i parlamentari. E Lumia era stato messo fuori, prima che lo scandalo che l’esclusione aveva suscitato consigliasse di reintegrarlo. Nel PD, Veltroni ha arruolato Ichino, secondo cui vanno riviste le tutele troppo rigide dei lavoratori più garantiti. Tutti precari, licenziare, licenziare. Se il PD è di sinistra, demolire le conquiste sociali è diventato di sinistra.

Però no, PDL e PD non sono uguali. Berlusconi e Veltroni non sono uguali. Veltroni non ha mai incontrato Frankie the Strangler. Almeno spero. Non sono uguali: il PDL è la morte col kalashnikov. Il PD è un po’ meglio. E’ “come la morte per annegamento. Una sensazione meravigliosa dopo che smetti di lottare” (Daniele Luttazzi).

In Sicilia, un’alternativa al PDPDL c’è. Si chiama Sonia Alfano. Sonia non è imposta da un partito. Sonia non è indagata e non è prescritta. Sonia da anni gira l’Italia per lottare contro la mafia. Per farla desistere, le hanno offerto poltrone da destra e da sinistra. Ha detto no. Per farla desistere, l’hanno minacciata. Ha detto: io vado avanti. Sonia è giovane e ha un programma breve e rivoluzionario. Rivoluzionario = fare le cose che vuole la gente.

L’ho incontrata, l’ho sentita parlare. Io sto con Sonia Alfano.

A. Pagliaro

 

GRANDI OPERE, IMPRESE, PRECARI, SICUREZZA E SANITA'

La candidata alla Presidenza della Regione Siciliana, Sonia Alfano, appoggiata dagli amici di Beppe Grillo e chiaramente anche da Unione Siciliana, ha ribadito alcuni dei punti del suo programma pubblicato su www.soniapresidente.it: “Ribadiamo con forza il nostro NO ai termovalorizzatori fossero anche a bassa emissione. Inceneritori e termovalorizzatori – ha proseguito Alfano – non sono la soluzione migliore al problema dei rifiuti. Qualsiasi emissione è causa di aumento delle patologie tumorali e perciò sarebbe immorale portare avanti la costruzione di simili opere che, peraltro, farebbero aumentare i costi per lo smaltimento dei rifiuti e la produzione di energia”. La Alfano ha poi espresso il suo parere anche sull’annosa questione della costruzione del ponte sullo stretto di Messina: “Mi chiedo a chi gioverebbe questo mostro piantato nei nostri mari. Tra i politici c’è chi afferma che è un opera necessaria e chi dice che non è una priorità. Io sono del parere che sia un opera completamente inutile. Un eco mostro che ingurgiterebbe milioni di euro presi indirettamente dalle tasche di noi contribuenti. Anziché vaneggiare su opere tanto futuristiche quanto inutili bisognerebbe preoccuparsi del fatto che in Sicilia abbiamo ferrovie, autostrade, porti insufficienti e mal funzionanti, per non considerare la totale assenza del trasporto su binari e delle metropolitane”. Anche in merito alla questione dell’ occupazione in Sicilia, Sonia Alfano, ha espresso alcune riflessioni: “Nel nostro programma è scritto a chiare lettere che noi incentiveremo le imprese private con mezzi concreti e funzionanti e non distribuendo valanghe di soldi come fatto fin ora con risultati del tutto disastrosi, inoltre vanno assolutamente incoraggiate le imprese che seguono la vocazione del nostro territorio come quelle legate all’agricoltura ed alla pesca”. A proposito di pubblica amministrazione e precariato la candidata ha palesato le proprie intenzioni: “E’ chiaro che bisogna stabilizzare i precari della Regione Sicilia. Fin ora lo hanno promesso tutti ma nessuno lo ha mai fatto. I politici traggono convenienza dall’avere un popolo senza certezze economiche e previdenziali come quello dei precari regionali. Il bisogno rende le persone facilmente ricattabili e le spinge a dare il proprio voto a seconda di chi sarà più convincente nel promettere la loro stabilizzazione. Noi vogliamo rendere finalmente libere dal bisogno queste persone. Trasformare i contratti a tempo indeterminato è possibile, le risorse ci sono ma i politici non potrebbero più permettere stabilizzazioni in cambio di voti. Noi tra cinque anni, finito il nostro mandato, torneremo a fare il nostro lavoro mentre loro continueranno a sedere su quelle poltrone. Noi possiamo permetterci di stabilizzare i precari perché oltre ad essere persone per bene non abbiamo bisogno di ricattarli in eterno in cambio di voti”. Sonia Alfano, interpellata sugli sprechi e sul caos del personale amministrativo della Regione Sicilia ha rivelato che da tempo è in preparazione una pianta organica del personale della Regione Sicilia, “solo cosi – ha commentato Sonia – è possibile ottimizzare il rendimento e l’impiego di tutti i lavoratori regionali”. La Alfano si è detta determinata nel risolvere le problematiche legate alla sicurezza: “Non è possibile che i magistrati non abbiano nemmeno il denaro per la benzina delle loro auto e che le forze dell’ordine, che rischiano la propria vita tutti i giorni, abbiano risorse assolutamente inadeguate alle proprie esigenze” In conclusione delle sue dichiarazioni si è anche espressa su famiglia e sanità: “Sono tutti punti cardine del nostro programma. Le famiglie siciliane che non riescono più ad arrivare alla terza settimana del mese vanno aiutate con servizi veri e non con parole allarmistiche. Il nostro servizio sanitario è il più caro d’Italia nonostante in Sicilia sia possibile morire nell’attesa di un esame o di un posto letto”

 

SONIA ALFANO: LA CANDIDATA GIUSTA!

UNIONE SICILIANA, alle prossime Elezioni Regionali Siciliane, invita a votare Sonia Alfano, come candidata alla Presidenza della Regione. Crediamo in una nuova Sicilia, libera da ricatti ed aperta ai giovani, ai veri volti nuovi, gli unici in grado secondo noi, oggi, di creare i presupposti per la "Rivoluzione civile" dei siciliani. La Lista che sostiene Sonia Alfano, crediamo rappresenti davvero questa reale volontà di cambiamento. Troviamo assolutamente logico, quindi, confluire tutte le nostre energie a sostegno della sua campagna elettorale. Unione Siciliana inviata a votare e far votare Sonia Alfano come candidata Presidente della Regione Siciliana. Ci appelliamo a tutti i sicilianisti affinché possano condividere con noi questa reale battaglia sul campo. Il nostro sogno è la Sicilia Nazione e questo momento deve essere vissuto come l'inizio di un vero Riscatto del Popolo Siciliano. Auguri a tutti noi!

Al fine di conoscere meglio Sonia Alfano, dal Suo sito ufficiale, vi invitiamo a leggere la Sua biografia.

Sonia Alfano PresidenteSonia Alfano è nata il 15 ottobre del 1971 a Messina.
È funzionario della Regione Siciliana, sindacalista e coordinatrice di soccorsi in emergenze.
Si è diplomata presso il liceo classico Luigi Valli di Barcellona Pozzo di Gotto (ME).
Ha interrotto gli studi universitari alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Palermo dopo la morte del padre Beppe, ucciso dalla mafia, per le sue inchieste scomode, l’8 gennaio del 1993.
Ha ottenuto l’assunzione presso la Regione Sicilia in virtù della normativa a tutela dei familiari delle vittime innocenti di mafia.
A seguito della morte del padre ha cominciato un’intensa attività antimafia per accertare la verità sulla morte del padre e sui cosiddetti “mandanti di terzo livello”, ovvero sui mandanti occulti.
Nel gennaio del 2003 ha denunciato depistaggi nelle indagini riguardanti la morte del padre e il coinvolgimento, nell’assassinio, dei servizi segreti italiani. Pochi giorni dopo la denuncia pubblica, la DDA di Messina, pressata dal gran clamore delle rivelazioni di Sonia, ha deciso di riaprire le indagini, tuttora in corso.
Nel 2004 ha avviato una battaglia in merito alla morte del dott. Attilio Manca, inizialmente considerata suicidio.
Nel 2006 ha chiesto lo scioglimento del Comune di Barcellona Pozzo di Gotto per infiltrazioni mafiose.
Nel 2006 ha organizzato una petizione per il trasferimento del dott. Canali e del dott. Sisci, magistrati della Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto, per presunta incompatibilità.
Il 28 marzo del 2006, a seguito di intimidazioni, le è stata affidata una “tutela” della Guardia di Finanza, revocata l’11 agosto dello stesso anno, dopo soli 4 mesi.
Nell’ambito delle sue svariate battaglie sindacali, nel 2006 ha evidenziato gravi carenze organizzative nella gestione delle emergenze da parte dell’ufficio di Protezione Civile della Regione Siciliana, presso il quale lavora tutt’oggi con la qualifica di Funzionario. All’origine degli scontri con i vertici del dipartimento vi è la drammatica situazione di 300 precari che da 15 anni lavorano presso quegli uffici, nella totale indifferenza dell’amministrazione regionale, rispetto alla loro posizione contrattuale. Nel giugno del 2007 è riuscita a consegnare personalmente una lettera al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha accettato di occuparsi della questione. Nell’ambito della battaglia sindacale ha rilasciato diverse interviste a trasmissioni e testate nazionali tra le quali: Il Corriere della Sera, il Sole24ore, Le Iene. Parte di quei precari è oggi stata regolarizzata e le carenze organizzative parzialmente risolte.
Nel 2007, insieme a Salvatore Borsellino, ha scritto al Presidente della Repubblica per chiedere il trasferimento del Ministro della Giustizia Clemente Mastella. Il Guardasigilli aveva a sua volta chiesto il trasferimento del PM Luigi De Magistris, della Procura della Repubblica di Catanzaro, titolare dell’inchiesta “Why not?”, che vedeva coinvolti il Capo del Consiglio dei Ministri, oltre che lo stesso Mastella.
A difesa del Pm di Catanzaro, Sonia, insieme al movimento antimafia “e adesso ammazzateci tutti”, ha avviato una seguitissima campagna di solidarietà nei confronti di De Magistris, catalizzando l’attenzione della stampa e dell’opinione pubblica sul caso del trasferimento e una petizione su scala nazionale.
Nel 2007 è diventata coordinatrice regionale del movimento antimafia “E adesso ammazzateci tutti”.
Nel novembre del 2007, in segno di protesta si è incatenata al cancello della Prefettura di Palermo. Decine di familiari di vittime innocenti della mafia hanno deciso di prendere parte alla protesta chiedendo al Parlamento Italiano l’equiparazione delle normative previste per i familiari delle vittime della mafia e per i familiari delle vittime del terrorismo. La protesta ha avuto risalto mondiale e molte testate giornalistiche straniere si sono interessate alla battaglia per l’equiparazione della quale Sonia è stata l’iniziatrice.
Sempre nel 2007 ha collaborato con “Il Grillo di Palermo” (meetup di Beppe Grillo) e altre associazioni, all’avvio della petizione “Chiediamo i danni a Cosa Nostra”. Frutto della petizione è l’art. 17 della legge finanziaria 2008 che ha obbligato la Regione Siciliana a costituirsi parte civile in tutti i processi per favoreggiamento alla mafia da parte di amministratori e dipendenti della pubblica amministrazione.
Nel febbraio del 2008, insieme ad altre 40 persone, ha costituito l’Associazione Nazionale dei Familiari delle Vittime della mafia, della quale è stata eletta presidente all’unanimità.
Il 28 febbraio del 2008 ha annunciato la sua candidatura alla Presidenza della Regione Siciliana, con la lista “Amici di Beppe Grillo con Sonia Alfano Presidente”.
Sonia Alfano, in questi anni, ha incontrato i ragazzi delle scuole di tutta Italia e ha partecipato a diverse trasmissioni televisive nell’ambito del suo forte impegno civile e antimafia.

Ha collaborato alla stesura di:
2004 - “Filippo Basile, un dirigente regionale prematuramente scomparso”. AA.VV. Solidaria.
2005 – “Solidarietà ad personam, le vittime scelte”. AA.VV. Solidaria.
2005 – “Ammazzate Beppe Alfano”. Valeria Scafetta.
2003 - Dalle interviste di Sonia è stato tratta una parte del libro di Carlo Lucarelli “Misteri d’Italia”.

Questa biografia è pubblicata sotto licenza GNU GPL.

 

CAMILLERI: "LA CANDIDATURA? MI SEMBRAVA UNO SCHERZO"

Lo scrittore siciliano commenta la proposta fattagli dal movimento di Lombardo: "Ho risposto che mi pareva assurdo, avendo più volte dichiarato le mie idee, che mi venisse fatta una simile offerta. E poi la politica ha bisogno di persone molto più giovani di me"
 

PALERMO - 13 marzo 2008 "Mi è stato proposto da Raffaele Lombardo di candidarmi o al Senato o alla Camera nella sua lista. In un primo momento ho creduto sinceramente che si trattasse di uno scherzo ma invece la proposta risultava vera". Lo dice lo scrittore Andrea Camilleri, in una dichiarazione resa nota dal Camilleri fans club.

"Ho risposto - spiega lo scrittore ai suoi fans - che mi pareva assurdo, avendo più volte dichiarato le mie idee politiche, che mi venisse fatta una simile offerta, comunque ho cortesemente, e non lusingato, parola che non è nel mio vocabolario, declinato l'invito ricordando che negli anni scorsi ero stato contattato dai Ds per concorrere con loro al Senato ed avevo rifiutato non perchè la politica sia incompatibile con il mio lavoro, ma perchè ritengo che alla politica si debbano dedicare anima e corpo persone di gran lunga più giovani di me".

"Anche nell'atto della formazione del nuovo Pd - conclude Camilleri - Veltroni mi aveva chiesto di far parte della Commissione dei Garanti del nuovo partito, anche in quella occasione ho declinato il cortese invito". (da La Sicilia)

 

PRESENTATA REGOLARMENTE LA SOTTOSCRIZIONE DELLA LISTA "L'ALTRA SICILIA per il SUD"

BRUXELLES 10 Marzo 2008 (